Sabato 26 maggio ritorna l’appuntamento mensile di approfondimento della dottrina sociale della Chiesa. Il mese scorso – come alcuni dei partecipanti ben sanno – l’argomento su cui ci si è soffermati ha riguardato il modello cooperativo nella riflessione del beato Giuseppe Toniolo. Ringraziamo ancora tutti coloro che attivamente sono intervenuti, rendendo il dibattito ricco di spunti validi e propositivi.

Abbiamo pensato per il prossimo incontro di recuperare questa tematica importantissima e densa di riferimenti necessari al nostro contesto locale, inserendola però all’interno della più ampia e centrale tematica della sussidiarietà. Concetto dalla cui valenza storico-culturale di ampia dimensione è derivata una molteplicità di forme politiche e sociali concrete, che continuano oggi ad animare una visione di società “a misura d’uomo”. Purtuttavia esso fa fatica a trovare una completa realizzazione a causa di deformazioni ideologiche radicate nel pensiero neo-liberista da una parte e collettivista dall’altra. Ci domanderemo: qual è il suo significato e la sua importanza? È davvero necessaria una cultura diversa di società basata su un principio del genere? E la Chiesa? Perché la tradizione, soprattutto nel XX secolo, ha considerato la sussidiarietà un principio talmente basilare? Quale la specificità del pensiero cristiano in merito?

Tante le domande sul tappeto alle quali cercheremo di dar risposta, coniugando la riflessione con esempi pratici tendenti a dimostrare come effettivamente le indicazioni provenienti da tali spunti possano costituire dei segnavia importanti per un nuovo modo di concepire e vivere il contesto in cui viviamo.

Ti ricordiamo inoltre che il prossimo incontro sarà l’ultimo della serie di appuntamenti di quest’anno prima della doverosa pausa estiva. Riteniamo essenziale, dunque, la tua partecipazione per una serie di avvisi e di inviti che ti presenteremo al termine dell’incontro. Sarà l’occasione ideale inoltre per augurarci un buon riposo estivo.

Ti aspettiamo nell’Oratorio San Domenico Savio, sabato 26 maggio 2012 alle ore 18.45.

Comunicazione a cura di:

Parrocchia Gesù Divino Lavoratore

Gruppo Dottrina Sociale della Chiesa

 Torremaggiore


Le feste religiose e i nostri silenzi

Pubblicato: 22 maggio 2012 da Zio Fester in Cultura, Sociale

 Due giorni or sono che albergano nel mio animo due sentimenti forse poco contrastanti, ma sicuramente di diversa natura. Il primo è angoscia, dolore, per ciò che è potuto accadere alla giovane Melissa e ai giovani gravemente feriti all’ingresso del professionale di Brindisi. Un tremito quasi disperato mi fende il cuore al vedere le foto di questa giovane che aveva davanti ancora “tutta una vita da immaginare”. Il secondo è la consapevole speranza che non si sia trattato di un attentato compiuto da parte delle cosche mafiose locali. In tal caso ci troveremmo di fronte ad un vero e proprio salto di qualità che, pur nella conferma che la mafia in passato è stata capace di compiere gesti simili, avrebbe di mira l’anello debole della società civile, i giovani appunto. Guardo loro, i ragazzi di Brindisi, attoniti e sconcerti di fronte a un gesto così vile, e tuttavia ancora in piedi! Le loro bocche, dapprima silenti per lo sconcerto, già hanno dimostrato di esser pronte a far erompere grida di dissenso a una logica del terrore e dell’odio. E penso che è vera quanto ambigua l’affermazione che “i giovani sono il futuro della società”: è vera, cioè, solo nella misura in cui richiamano tutti al recupero dell’idealità sulla base della quale costruire un mondo più giusto!

Strana coincidenza però ha voluto che nelle stesse ore a poco più di 300 Km di distanza, ma comunque nella stessa regione, a San Severo si festeggiasse l’annuale ricorrenza della Madonna del Soccorso. Il momento culminante di questa festa consiste nella tradizionale processione per le vie della città. Per chi non è avvezzo a questo tipo di manifestazione dico subito che si tratta di una forma assai singolare di festosità la cui vaga impressione si può ricavare anche attraverso una veloce ricerca su internet. Le analisi di carattere cultuale e tradizionale (la cui sostanza è a mio parere assai discutibile), nonché di impatto sociologico (mi spingo a dire, deleterio), le lascio a chi è sicuramente più esperto di me. Ciò che mi interessa rilevare – e mi sia consentito farlo – è la pertinenza e l’opportunità di cotanto entusiasmo all’indomani di una tragedia che ha minato le basi della nostra società civile. Uso di proposito il verbo minare, in quanto costituisce un’infausta analogia con quanto accaduto. Un esplosivo, infatti, ha troncato la vita sorridente di Melissa. Altri esplosivi, nelle stesse ore, di diversa natura e diversa finalità certamente, hanno incendiato le strade acclamanti della città del foggiano. Da una parte urla strazianti di dolore e acclamanti di giustizia, dall’altra urla voraci e indistinte di spensieratezza e di adrenalinico entusiasmo. Lo stesso è accaduto un mese fa nella mia cittadina di Torremaggiore, laddove si è festeggiato con la stessa modalità “tradizionale” il passaggio del simulacro della Madonna della Fontana. Coincidenza ha voluto che anche in quel contesto si festeggiasse all’indomani di una tragica fatalità che ha visto il crollo di una palazzina, a seguito di un’esplosione probabilmente dovuta a perdita di gas, in cui hanno perso la vita due persone, concittadine di chi, nello stesso periodo e nello stesso luogo, festeggiava.

Ora, se tale atteggiamento non vuole essere addotto ad un cieco cinismo, giustifica tuttavia una serie di interrogativi sui quali io stesso mi soffermo. Ne deduco alcune riflessioni. La prima: la necessità di esorcizzare – con tutti i rituali connessi – una realtà in sé dolorosa, in un tempo immediatamente successivo all’accadimento, al fine di dimenticare e dunque di non rielaborare coscientemente un’esperienza che ci riguarda da vicino. Penso che non ci sia bisogno di citare notevoli studi, concernenti il campo psicologico, per capire quanto sia necessario il contrario. Il prodotto di una società sempre più schizofrenica, in quanto incapace di raccoglimento, ne è forse il risultato. Seconda: preoccupante mancanza di responsabilità collettiva. Su questo punto invito tutti, me compreso, a riflettere. Sulla base di questo si gioca la vita autentica e libera dell’uomo contemporaneo. Mi ha sempre colpito ciò che scriveva, nel secolo scorso, il filosofo francese E. Mounier: “L’uomo libero è un uomo che il mondo interroga e che al mondo risponde: è l’uomo responsabile”. Di conseguenza, vedo in queste manifestazioni, e in maniera più lampante in questi giorni, un rischio fondato di “impermeabilizzazione” del tessuto sociale locale dal resto del mondo. Dio non voglia che il fumo dei cosiddetti “spari”, che si espande nelle vie al passaggio della festa, annebbi la nostra vista sui bisogni e sulle realtà di chi soffre, e il rombo del loro incedere rumoroso ci stordisca a tal punto da non essere più capaci di ascoltare la voce di chi implora giustizia e invece trova indifferenza generale! Sarebbe un imperdonabile errore e una colpevole omertà!

Mi chiedo dunque: ci siamo lasciati sfuggire l’ennesima occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica alla logica della solidarietà fattiva e operosa, attraverso la rinuncia a una forma così eclatante di festeggiamento? Era davvero necessario festeggiare come se nulla fosse accaduto a pochi chilometri di distanza? E la Chiesa, la cara vecchia Chiesa, ha forse perso per strada quel carattere “profetico” che dovrebbe esserle imprescindibile?

Ritengo che sia giunto il momento di fermarci a pensare, prima che sia troppo tardi, prima cioè che la distrazione esteriore provochi un’irreparabile distruzione interiore.

Andrea Lariccia

Studente universitario

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Cittadinanzattiva Puglia esprime
INDIGNAZIONE contro una violenza così feroce verso i giovani e la Scuola e  Solidarietà alle famiglie dei ragazzi colpiti presso la Scuola “Falcone Morvillo”  di Brindisi

Ciò che è successo oggi a Brindisi ,ovvero un attentato criminale con esplosivi presso la Scuola ” Falcone-Morvillo” che ha colpito giovani inermi,ha colpito altresì un simbolo della democrazia e della lotta alle mafie,ovvero la Scuola che ha come mandato  Costituzionale di preparare i ragazzi,i giovani alla vita democratica,secondo appunto quella Costituzione  che don Luigi Ciotti fondatore e Presidente di ” Libera-Associazioni,nomi e numeri contro le mafie”,definisce il primo testo antimafia.
Come dice   il parroco della Chiesa del Cristo a Brindisi: «è significativa la data. A giorni ricorrerà l’anniversario della strage di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo. Ebbene, non mi pare casuale che la scuola dove è avvenuta l’esplosione sia proprio intitolata a loro. È chiaro che non si è trattato di una bravata», insiste il sacerdote. Il parroco pensa anche alla collocazione dell’istituto: «lì vicino sorge il Tribunale. Ripeto, ci sono troppe coincidenze. Andranno considerate».
Con l’Associazione “Libera”  sottolineamo anche la coincidenza col fatto che proprio in questi giorni la carovana antimafia di Libera si trova in Puglia e in mattinata era prevista una conferenza stampa in un bene confiscato in una frazione di Brindisi, insieme alla Cgil. Quella di oggi a Brindisi doveva essere una giornata all’insegna della lotta alla mafia. A Tuturano, a pochi chilometri dal capoluogo, è atteso l’arrivo della XV Carovana antimafie, partita da Roma l’11 aprile per arrivare l’11 ottobre in Sicilia. Un viaggio che per circa 80 giorni farà attraversare tutte le regioni italiane, la Francia e l’Africa settentrionale.
Domani, alle 12, presso la villa comunale di Mesagne, la Carovana porterà il saluto e la solidarietà a Fabio Marini presidente della locale associazione antiracket, nei giorni scorsi vittima di un attentato intimidatorio. Interverranno il sindaco di Mesagne Franco Scoditti ed il coordinatore nazionale della Carovana Antimafie Alessandro Cobianchi.
Cittadinanzattiva esprime solidarietà alle vittime di questo attentato e intende assicurare tutto l’impegno possibile e necessario a livello nazionale,come a livello regionale e locale, impegnandosi nel solco della Carovana antimafia,che in  un lungo filo rosso che è  “Fare società”, attraversa le circa 90 tappe del viaggio,per “costruire comunità alternative mettendo al centro il valore della partecipazione e dell’educazione popolare alla legalità e alla giustizia sociale”. Fondamentale è in tal senso riprendere la battaglia sui beni confiscati,contro le mafie e contro ogni forma di corruzione,che ora espone anche le Scuole,i ragazzi,i giovani inermi di fronte ad una violenza inaudita.
Tonino d’Angelo-Segretario Regionale di Cittadinanzattiva Puglia  329 2921273

Chi colpisce la scuola vuole colpire la nostra società al cuore, vuole tentare di distruggere il futuro di una comunità.  Chi colpisce una scuola, non lontana dal tribunale, intitolata a persone che hanno lottato contro le mafie e sceglie di farlo nel giorno in cui  Brindisi ospita la Carovana Internazionale Antimafia vuole mandare un messaggio chiaro alla società tutta.

E’ importante in questi momenti rispondere alla viltà ed alle barbarie di questo attentato assurdo  moltiplicando  gli sforzi per riaffermare i princìpi di legalità, giustizia e di non violenza.

La Redazione

Il Centro di Educazione Ambientale del Medio Fortore organizza la prima edizione di “BIRDWATCHING PER TUTTI” , un corso base di birdwatching  per osservare e riconoscere gli uccelli. Il corso è rivolto a tutti coloro, adulti e bambini, che amano la natura e vogliono avvicinarsi al mondo degli uccelli.

Il programma prevede tre incontri didattici di circa 2 ore ed un’escursione didattica in una zona umida del territorio.

La quota di contributo è di 50 € a persona.

SCONTO FAMIGLIA per genitori con bambini fino a 12 anni (gratis i bambini).

Il corso sarà attivo per tutta la primavera-estate 2012.

I corsi a cui è possibile iscriversi sono:

— Dal 26 MAGGIO  al 3 GIUGNO 2012    iscrizione entro il 21 maggio 2012 ore 12.00————-

—Dal  9 GIUGNO al 17 GIUGNO 2012   iscrizione entro  il 7 giugno ore 12.00——-

PER INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI:

www.ceafortore.it