perchè 3.0?

Lo Spigolo sin dalla sua nascita, nel dicembre del 2003, si è caratterizzato per essere un mezzo di comunicazione diverso dal solito: infatti è nato dall’esigenza di comunicare da parte di un piccolo gruppo di giovani cittadini che, stanchi di essere costantemente ignorati dalle istituzioni locali, hanno deciso di dotarsi di un mezzo di comunicazione proprio. Per sette anni abbiamo pubblicato più o meno periodicamente Lo Spigolo in versione cartacea; poi, nel 2010 , abbiamo lanciato il socialblog, ovvero un blog ad alta (speranza di) partecipazione, aperto ai contributi di qualsiasi cittadino abbia voglia di cimentarsi e costruire con noi le notizie, fare la storia della nostra comunità. Basta iscriversi alla piattaforma wordpress.com e chiedere di divenire autore.

Oggi, nel 2015 , pensiamo sia giusto lanciare una piccola grande sfida che guarda alla voglia di rilanciare la nostra terra e la nostra generazione, quella dei giovani , ex giovani, professionisti per caso o a casa, quelli che stage a go-go condannati al master a vita…ma anche quelli che nel meridione non si può fare proprio ma insistio oppure ti saluto terra mia me ne vado e punto…insomma ci siamo capiti. Siamo proprio noi.

Abbiamo pensato allora di parlare di noi, di voi, di come possiamo fare a farcela, cercando storie belle e possibilmente utili da raccontare e raccontarci . Noi vi cercheremo, voi fatevi trovare, però!

 Dunque siamo alla terza evoluzione, dal cartaceo a blog a coworking lab generazionale: Ecco perchè 3.0!

 

Una nota: ci siamo ritrovati, dunque, volendolo ma inconsapevolmente, ad essere promotori del giornalismo partecipativo. Il giornalismo partecipativo (detto anche giornalismo collaborativo o, in inglese, citizen journalism o open source journalism) è il termine con cui si indica la nuova forma di giornalismo che vede la partecipazione attiva dei lettori, grazie alla natura interattiva dei nuovi media e alla possibilità di collaborazione tra moltitudini offerta da internet.

 

Citando uno dei promotori del giornalismo partecipativo, Gennaro Carotenuto:

“Di fronte ad un giornalismo tradizionale sempre più o tendenzioso o sciatto, rivendico un giornalismo fatto di autorevolezza. Autorevolezza fatta di competenze professionali nel campo specifico. E’ un giornalismo in prima persona, versus un giornalismo mainstream in terza persona. Partecipativo perché diffuso in milioni di siti che si intersecano e incrociano quotidianamente informazioni tra loro. Partecipativo perché estraneo ai rituali di cooptazione e alle logiche commerciali. Partecipativo perché vissuto e condiviso intensamente in una grande rete di lettori-autori. Un giornalismo che funge da controllore dei media tradizionali ma che, con la parte migliore di questi, può e deve attivare una sinergia positiva. Un giornalismo nel quale molti parlano a molti, e nessuno ha più il monopolio dell’informazione. Partecipativo perché da oggi Gennarocarotenuto.it fa un ulteriore passo avanti: tutti gli utenti registrati ne sono automaticamente autori inviando articoli e non solo commenti”

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